Marco di Giovanni, Imola (BO)

« indietro Premio Artistico 2014

Marco di Giovanni

Nelle sue sculture e installazioni spaziali Marco Di Giovanni lavora con contrasti materici. Per lo più combina tra loro diversi oggetti trovati, al cui interno, di fronte a immagini o proiezioni luminose, inserisce lenti ottiche ingrandenti o deformanti. In questo riduce al minimo il suo intervento artistico, allo scopo di mantenere inalterata l’originale funzionalità dell’oggetto. Affasci­ nato dai segreti dell’astronomia, Marco Di Giovanni concentra la sua attenzione arti­ stica sullo studio dei corpi celesti o dei buchi neri, che sembrano sottrarsi a qualunque legge fisica. Così, anche nelle opere esposte, esplora diverse strutture spazio-­temporali.

Fonti d’ispirazione sono per lui le antiche mitologie nordiche, come l’opera di Snorri Sturluson “Snorra­Edda”, scritta nel XIII secolo, o la „Foundation­Trilogie” di Isaac Asimov, pubblicata nel XX secolo, un racconto che si snoda attraverso genera­ zioni e continua quasi all’infinito.

In “Mjollnirr, tra l’incudine è il martello” (2011), Di Giovanni ricava da un’incudine e da un tubo di ferro l’arma da guerra del dio
Thor. Secondo la leggenda, il martello di Thor possiede la caratteristica di non mancare mai il bersaglio quando viene lanciato, per poi ritornare immediatamente nella mano di colui che lo ha lanciato. Così il pesante ogget­ to che giace al suolo contiene in sé un certo pericolo, avendo centrato con intelligenza il bersaglio, ma essendo ancora in attesa di ritornare al suo proprietario. Alla parete è fissato un codice QR appartenente all’opera, che si collega a una video­animazione in 3D. Qui in un nastro che scorre all’infinito si vede l’incudine che si trasforma in un martello, questo che turbina vorticosamente nell’aria, si schianta contro l’incudine, e svanisce.

In altre sue opere come “Hari Seldon” (2010), che si ricollega al protagonista del mondo fantascientifico di Isaac Asimov, e “Perfor­mance” (2011), in primo piano ci sono grossi tubi arrugginiti che, attraverso meccanismi a forma di lenti, obiettivi e spioncini, stimolano il voyeurismo dell’osservatore. Come attraverso il buco di una serratura, all’interno del voluminoso contenitore si apre un
mondo materializzato dall’artista, che esiste allo sguardo dell’osservatore solo nel momento della visione. In “Performance”, Marco Di Giovanni si fonde come voyeur con l’universo che si vede all’interno, che tuttavia rimane nascosto all’osservatore, al quale si offre solo la possibilità di immer­ gersi in un altro luogo, in mondi infiniti.

In “Le porte di Solarolo” (2010), Di Giovanni dispone a strati, su entrambi i lati di una parete, le porte che un tempo si trovavano nel suo atelier di Solarolo, in provincia di Ravenna. In seguito a un periodo di crisi personale, l’artista aveva spaccato con violenza queste dieci porte con un’ascia: questo gesto è stato per lui un atto liberatorio per potere fare il passo successivo verso il futuro. L’osservatore guarda attraverso le aperture e, per mezzo di lenti, deforma tutto quello che si nasconde dietro le porte, che si vede in lontananza, piccolissimo e sottosopra.

Opere

Marco di Giovanni Work 0

Mjollnirr: tra l’incudine è il martello, 2011

tecnologia/dettagli:

Vecchia incudine, ferro, codice QR per animazione 3 D, 25 secondi in loop
dimensione: 130 × 60 × 27 cm

Marco di Giovanni Work 1

Hari Seldon, 2010

tecnologia/dettagli:

Ferro, acciaio inox, spioncino, specchio
dimensione: 210 × 30 × 30 cm

Marco di Giovanni Work 2

Superstringa, 2011

tecnologia/dettagli:

Performance, ferro, lenti d’ingrandimento, terra, specchio, vetro, stucco, anfibi usati, ampadina a basso consumo, cavo elettrico
dimensione: Dimensioni ambientali

Marco di Giovanni Work 3

Le porte di Solarolo, 2010

tecnologia/dettagli:

Vecchie porte in legno, lenti d’ingrandimento
dimensione: 210 × 90 × 100 cm

Marco di Giovanni Work 4

Le porte di Solarolo, 2010

tecnologia/dettagli:

Vecchie porte in legno, lenti d’ingrandimento
dimensione: 210 × 90 × 100 cm

Mostre personali

1999 „Eierbaustelle“, Sozialstation Umsicht Keller | Sozialstation, Berlin

2001 „P. Terra“, Archivio Zero Media Zanchetta, Bologna

2002 „Int. Terra“, Galleria interno &dumdum, Bologna

2003 „‘imbrujo“, Galleria Otto Arte Contemporanea, Bologna „Arte e Ricambi“ | Kunst und Ersatzteile, Galleria Arte e Ricambi, Verona

1999 „Eierbaustelle“, Sozialstation Umsicht Keller | Sozialstation, Berlin

2001 „P. Terra“, Archivio Zero Media Zanchetta, Bologna

2002 „Int. Terra“, Galleria interno &dumdum, Bologna

2003 „‘imbrujo“, Galleria Otto Arte Contemporanea, Bologna

2003 „Arte e Ricambi“ | Kunst und Ersatzteile, Galleria Arte e Ricambi, Verona

2005 „Fuori di Terra“ | Außerhalb der Erde, Giardini di Villa Guastavillani, con il patrocinio della Galleria d’Arte Moderna di Bologna

2005 „Di lá“ | Dort, Il Chiostro Arte Contemporanea, Saronno

2006 „Ucraina“, Galleria Il Ponte, Firenze

2007 „Porteno“, Università LUISS, Roma

2009 „Caraqueno d’Abruzzo“, Il Chiostro Arte Contemporanea, Saronno

2010 „Happy Hour“, Heppenheimer Kunstverein, Heppenheim an der Bergstrasse (zusammen mit | in collaborazione con Andrea Facco)

2011 „Nord“, Kunstraum | Spazio d’Arte Unicredit, München

2011 „Nord – le distanze siderali“ | Nord – Siderale Entfernungen, Galleria Galica, Milano

2012 „Camera 112“, Gallia Palace Hotel, Punta Ala

Mostre collettive

2003 „POLYPHONIX 40“, Centre Culturel Canadienne, Centre Pompidou, Paris

2003 „La vita delle forme“ | das Leben der Formen, Galleria Civica di Modena

2003 „Mito-Logica-Mente“, Borgo Medievale di Castelbasso, Teramo

2003 „Anteprima“ | Voraufführung, XIV. Quadriennale di Roma, Palazzo delle Esposizioni, Roma della Promotrice delle Belle Arti, Torino

2004 „Dal profondo“ | Aus der Tiefe, Mainz

2005 „Il disegno della scultura contemporanea da Fontana a Paladino“ | Die zeitgenössische Bildhauerzeichnung von Fontana bis Paladino, Palazzo Binelli, Carrara

2006 „Allegra con brio“ – Arte italiana dal Pop ad oggi | Heiterkeit mit Schwung – Italienische Kunst von der Pop-Art bis heute, Chiesa del Suffragio, Carrara

2007 „L’Arte come amante“ | Die Kunst als Liebha- berin, Casa di Mantegna, Mantova „Strade Bluearte“, MAMBO, Bologna

2008 „Arrivi e Partenze“ | Ankünfte und Abfahrten, Mole Vanvitelliana, Ancona

2008 „Ad a 6“, Musei Civici di San Domenico, Imola

2008 „In sede – viva il disegno“ | Im Sitz – es lebe die Zeichnung, Torino

2008 „Playstation“, Kunstraum, Meran

2009 „Relitti perfetti“ | Perfekte Relikte, Galleria Fiorella Pieri, Cesena

2009 „It’s only paper moon“ | Es ist nur ein Mond aus Papier, Galleria Galica, Milano

2010 „C’era una volta un futuro“ | Es war einmal eine Zukunft, Via dei Volsci 114, Roma

2010 „No fear beyond this point“ | Keine Angst jenseits dieses Punktes, Galleria Galica, Milano

2011 „Giorni felici 2011“ | Glückliche Tage 2011, Casa Testori, Novate Milanese

2011 „Things are queer – Highlights from Unicredit Collection“ | Die Dinge sind sonderbar – Höhepunkte aus der Unicredit-Sammlung, Museum MARTA, Herford

2012 „Minima Marginalia“ | Minimale Nebensächlichkeit, Dolomiti Contemporanee – Ex Fabbrica Visibilia, Taibon Agordino

2012 „Moves to New Delhi“ | Nach Neu-Delhi in Bewegung setzen, Art Embassy, Berlin

2013 „La grande Magia – Opere scelte della Collezione Unicredit“ | Die große Magie – Ausgewählte Werke aus der Unicredit-Sammlung, MAMBO, Bologna

2013 „Onthewater“ | Am Wasser, Porto di Marino di Scarlino, Grosseto