Veronica Botticelli, Rom

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Profil Veronica Botticelli

A un primo sguardo i dipinti di Veronica Botticelli non sembrano aver richiesto grande fatica: il motivo di fondo è facilmente riconoscibile, il cromatismo è ridotto a pochi colori e lo stesso modo di dipingere non accampa certo il diritto a quella precisione di dettagli tipica per esempio delle opere del Realismo fotografico. Ma allora cos’è che affascina nelle opere di quest’artista, e così profondamente che non si riesce più a distogliere gli occhi dalle immagini magiche e potenti che sa creare? Innanzitutto bisogna tener conto delle dimensioni dei suoi dipinti, che sono assolutamente impressionanti. Essi riempiono da soli intere pareti, tanto che risulta difficile mantenere la distanza necessaria a una giusta percezione del motivo. Si viene letteralmente risucchiati dal quadro e si diventa protagonisti di una vera e propria messa in scena pittorica. Nell’opera dal titolo “16,26”, del 2008, è come se l’osservatore si trovasse su un palcoscenico e da lì guardasse verso l’auditorio. Le file di sedie rosse che vi si riconoscono sono ancora, o forse già, vuote, per cui l’interpretazione rimane aperta e non si sa se lo spettacolo, nel quale l’osservatore agisce da protagonista, stia per cominciare o sia già finito. Quale reazione ci si aspetta da noi? Dobbiamo raccoglierci e concentrarci sullo spettacolo che sta per cominciare, oppure l’applauso è già cessato, gli spettatori hanno già lasciato il teatro e il sipario sta per chiudersi davanti ai nostri occhi? Dovendo decidere quale sia l’interpretazione giusta nel momento in cui guarda, lo spettatore impara sempre qualcosa anche su se stesso. L’altra opera presentata in questa mostra, intitolata “Non ho potuto fare nulla” e realizzata nel 2011, ci mette invece di fronte a ricordi frammentari dei tempi dell’infanzia, quando una festa di paese, una giostra fantastica con animali colorati su cui andare a cavallo erano tra le esperienze più emozionanti che ci fosse dato di immaginare. Tutti, da bambini, ci siamo fermati davanti a una giostra come quella del dipinto, e a vederla girare, a sentir risuonare la musica dell’orchestrion, ci siamo sentiti trasportati in un mondo magico. Il grande dipinto di Veronica Botticelli ci spalanca dinanzi una situazione molto simile, ugualmente irreale: la giostra, ancora adesso, è più grande di noi; essa si erge, appena accennata e quasi illusoria, come un’apparizione spettrale su uno sfondo blu scuro, misterioso. Guardiamo come in sogno la scena che ci sta davanti, mentre alle immagini dei nostri ricordi si mescola il nostalgico pensiero che ci troviamo dinanzi a una cifra figurativa che suggerisce l’incanto di un tempo perduto.

Norbert Nobis

Curriculum

Veronica Botticelli fu nata il 6. Febbraio 1979 a Roma. Ha studiato all‘Accademia di Belle Arti di Roma, dove vive e lavora.

Opere

Veronica Botticelli 16 26

16, 26, 2008

tecnologia/dettagli:

Mischtechnik auf 2 MDF-Platten
dimensione: 185 × 280 cm

Veronica Botticelli Non ho potuto

Non ho potuto fare nulla (Ich konnte nichts tun), 2011

tecnologia/dettagli:

Mischtechnik auf Leinwand
dimensione: 290 × 416 cm

Mostre personali

2006 Ateliers d‘Artista, Fondazione Pastificio Cerere e Biblioteca Villa Mercede, Roma

2010 Un quadro nel teatro, Galleria l‘Attico di Fabio Sargentini, Roma

2011 16,26 – Tutto quello che volevo dire, Closet, Roma

Mostre collettive

2004 Cortilarte, New Poet New Art, Casa delle Letterature, Roma

2005 547 S / ago / me, Traforo Umberto I, Roma

2006 Sottovetro, Galleria Esedra, Roma

2007 Campagna abbonamenti, Teatro Ambra Jovinelli, Roma

2007 Detour – the moleskine city notebook, London

2008 Falce e martello, simboli di ferro, Museo Sperimentale d‘Arte Contemporanea dell‘Aquila

2009 Sursum corda, Interno ventidue arte contemporanea, Roma

2010 Che cento fiori sboccino, La Nuova Pesa Centro d‘arte contemporanea, Roma

Premi

2006 Primo Premio, L‘altra metà del lavoro, Palazzo della Cancelleria, Roma

2006Premio Vasto, Vertigini – il fantastico oggettuale, Palazzo d‘Avalos, Vasto