Simone Pellegrini, Bologna

« indietro Premio Artistico 2012

Simone Pellegrini Profil

Simone Pellegrini è disegnatore e tipografo insieme e ha sviluppato per sé un linguag gio dei segni inconfondibilmente personale, in cui è escluso tutto ciò che è spontaneo, sismografico e gesturale. Al riguardo è importante richiamare alla mente il rapporto che sussiste tra i termini segno e disegno e che qui diventa chiaro. È Importante, però, anche sapere come si sviluppano queste opere su carta, dovendo in proposito anzitutto tener conto del fatto che Pellegrini esegue in loro un‘esposizione travisata dei motivi partendo da tanti singoli pezzi. La lingua di Pellegrini è una lingua delle immagini, nella quale dei segni quasi identici vengono inseriti in contesti sempre nuovi. Al riguardo è centrale la tecnica della monotipia, cioè un metodo di creazione di immagini in virtù del quale una carta viene fissata su una piastra, sulla quale è avvenuta l’applicazione stratiforme del colore mediante rullo, dopodiché sul lato superiore della carta viene eseguito un disegno con l’aiuto di una punta metallica o di legno. Ciò avviene al rovescio. Si tratta quindi di un procedimento di impregnazione in cui, se si toglie la carta, si ottiene poi sul lato rivolto verso la piastra colorata un disegno vigoroso e pronunciato in cui lievi impurità conseguite dal contatto con il colore o anche delle linee riprodotte in modo imperfetto o con delle macchie apportano il particolare fascino del casuale. Inoltre, è una caratteristica della monotipia che – come dice già il suo nome – è possibile eseguire sempre solo un’impronta, le monotipie rappresentano, perciò, sempre delle copie uniche. Inventore di questa tecnica è il pittore genovese Giovanni Benedetto Castiglione (1610 – 1665), che la sviluppò dedicandosi alle acqueforti di Rembrandt. Chi è entrato una volta nello studio di Pellegrini, si ricorda di una marea di frammenti di carta, attraverso i quali ha dovuto avanzare, poiché il locale era pervaso di mucchi di disegni neri fuligginosi che l’artista ha usato per ricalcarli al rovescio sul foglio di carta in fase di lavorazione. In seguito l’artista si è poi nuovamente disfatto di questi ausili. Quale sostanza colorante, necessaria per tale monotipia, Pellegrini utilizza dei colori fortemente oleosi, che a contatto con la carta le conferiscono l’aspetto di pergamena. I fogli grandi non possiedono spesso un’impostazione simmetrica, e trasmettono l’impressione di codici molto antichi dal contenuto naturalistico, medico, mitologica, alchimistico o anche esoterico. Ci incantano e invitano a decifrarli – ma è proprio a questo proposito che tali cifre misteriose si sottraggono. Il loro repertorio narrativo di segni fatto di vasi ed organi, teste e arti, infruttescenze e fiamme, organismi subacquei e cerchi concentrici, che appaiono, però, spesso come disegni di architetture esotiche o come le descrizioni di un mondo che è più basato sulle visioni che non sull’esperienza empirica e, tuttavia, non si lascia leggere, infine, come un messaggio iconograficamente sensato ed emblematico. I montaggi complessi di immagini, figure, animali, simboli e lineature sono in primo luogo delle fissazioni fantasiose di immaginazioni sondabili solo a livello profondamente psicologico di una mitologia individuale, che ha la sua fonte nella poesia, nella mistica, nell’archeologia, nell’etnologia e nei modelli dell’arte preistorica – soprattutto extraeuropea – questi fogli non si aprono al tentativo di una decodificazione razionale. La massima di Pellegrini in relazione al suo lavoro artistico ha a che fare con il desiderio che il lavoro stesso possieda un carattere anonimo, concetto da lui stesso espresso con le parole “poter vedere il mio lavoro come se non fosse esclusivamente mio ma come se venisse da altrove“. Il processo di trasmissione dei singoli segni nell’evento finale raffigurato e la distruzione del modello figurativo originale, cioè della matrice la quale viene oggettivata solamente attraverso la visualizzazione mediante il procedimento indiretto della monotipia, indicano il desiderio di cancellare sia i soggetti che l’individuo ove il risultato, però, non è altro che la visualizzazione di immaginazioni soggettive di un artista che è alla ricerca di una spiegazione poetica del mondo, una sottile e ingegnosa interpretazione del mistero della creazione che chiama in causa una spiegazione puramente razionale, positivista e scientificamente esatta della “natura“.

Peter Weiermair

Curriculum

Simone Pellegrini nasce il 18 luglio1972 ad Ancona. Nel 2000 si diploma in pittura presso l‘Accademia di Belle Arti di Urbino. Vive e lavora a Bologna.

Opere

Pellegrini conversazione azimutale

„Conversazione azimutale“, 2010

Azimutales Gespräch

tecnologia/dettagli:

Mischtechnik und Monotypie auf Papier.

dimensione: 55 × 108 cm

Pellegrini intricazione

„Intricazione“ (Verwicklung), 2011

tecnologia/dettagli:

Mischtechnik und Monotypie auf Papier.

dimensione: 105 × 252 cm

Pellegrini cerimonia

„Cerimonia“ (Zeremonie), 2011

tecnologia/dettagli:

Mischtechnik und Monotypie auf Papier.

dimensione: 96 × 196 cm

Pellegrini punto di voltata

„Punto di voltata“ (Umkehrpunkt), 2010

tecnologia/dettagli:

Mischtechnik und Monotypie auf Papier.

dimensione: 74 × 150 cm

Mostre personali

1997 Il Salasso, Atelier dell‘Arco Amoroso, Ancona

2000 Ken‘s Art Gallery, Firenze

2002 Naibi, Ken‘s Art Gallery, Firenze
Carte Barbare, Galleria L‘Affiche, Milano

2003 Leporie, Galleria 41 Arte Contemporanea, Torino
Pandemonio, Galleria Carloni Spazio Arte, Frankfurt am Main
Rovi da fare calce, Galleria Cardelli & Fontana, Sarzana

2004 I muschi del sentiero, Bonioni Arte, Reggio Emilia

2005 Trenta Moggi, Galleria Sergio & Thao Mandelli, Seregno
KRN, Galleria delle Battaglie, Brescia

2006 Isolari, Galleria L‘Ariete, Bologna
Stille, Galerie Hachmeister, Münster
Pellegrini – Baricchi – Spezzare il tetto della casa, Galleria Traghetto, Roma
Blasoni, Galleria 41 Arte Contemporanea,  Torino
Fovee, D406 Arte Contemporanea, Modena

2007 Simone Pellegrini, Galleria Spazio Mazzotta, Milano

2008 Qualcosa di personale, Palazzo della Borsa, Genova
Simone Pellegrini – Luca Caccioni, Galerie Fabrice Galvani, Toulouse 

2009 Sayr, Galleria L‘Ariete, Bologna
Begierde, Galerie Hachmeister, Münster
I contorni del sentire, Galleria Goethe 2, Bolzano

2010 Jus. Il gusto nel suo mondo, Galleria Cardelli & Fontana, Sarzana

2011 Mentiti Saggi, Libreria Labirinto, Casale Monferrato

Mostre collettive

1996 Architettura del Cielo, Conventino Servi di Maria, Monteciccardo
Arte Viva, VIII Festival Europeo, Senigallia

1997 Collettiva di Arte Contemporanea, Rocca Ubaldinesca, Sassocorvaro

1998 Trevi Flash Art Museum, Palazzo Luccarini,  Trevi

2000 Turi, Palazzo Marchesale Venusio Palazzo Ducale, Sale del Castellare, Urbino

2001 Corporate Identity, Galleria En Plein Air Arte Contemporanea, Pinerolo
In natural mente, Villa Benzi Zecchini, Caerano S. Marco FigurAzione, Galleria d‘Arte Contemporanea, Santa Sofia

2002 Incidere – Grafica d‘Arte dell‘Accademia di Belle Arti di Urbino 1970 – 2002, Palazzo del Collegio Raffaello, Urbino
En Viaje, Antiguo Museo de Bellas Artes de Castellón, Castellón de la Plana 18 × 24, Galleria 41 Arte Contemporanea,  Torino

2003 Wulbari, Galleria En Plein Air Arte Contemporanea, Pinerolo
Incidere, Rocca Malatestiana Montefiore Premio Lissone 2003, Civica Galleria d‘Arte Contemporanea di Lissone

2004 Artissima 2004, Galleria Cardelli & Fontana, Sarzana Matinèe, Galleria Nina Pi, Ravenna
Animalia, Galleria Forni, Milano
Presepi, Galleria Cristina Busi, Chiavari
Cauda Pavonis, Galleria Andrea Arte Contemporanea, Vicenza
Aperture, Rassegna Internazionale d‘Arte G. B. Salvi, Sassoferrato

2005 Presenze, Galleria Cristina Busi, Chiavari
Cuori selvaggi, Fondazione di Ca‘ la Ghironda, Zola Predosa, Palazzo del Podesta, Rimini
Il ritorno inesistente, ChieriTirana

2006 Galleria Iris Shkoder, Albania
Collezione Artan Shabani, National Gallery of Arts, Tirana
„Porte aperte“, Galleria delle Battaglie, Brescia
„Fe-Male“, Galleria L‘Ariete, Bologna

2007 Art Cologne in Palma de Mallorca, Galerie Hachmeister, Münster
Zeichnungen, Collagen, Fotografien, Galerie Biedermann, München
Drawings 1914 – 2007 – from Ensor to Pellegrini, Galerie Hachmeister, Münster
„Sine Die“, Museo d‘Arte Contemporanea, Gibellina
„Ritratto di un quadro“, LIBRA Arte Contemporanea, Catania

2008 „Generazioni a confronto“, Officina delle Arti, Reggio Emilia
„Mengenlehre“, Galerie Hachmeister, Münster
Premio Cairo, Museo della Permanente, Milano
„Set Theory“, Galerie Hachmeister, Münster

2009 „Il diavolo e l‘Acquasanta“, Palazzo Paolo V, Benevento
„Vegetando“, Convento di Santa Caterina, Finalborgo
„Agalmata“, Musei Civici e Galleria Bonioni Arte, Reggio Emilia

2010 „Crossover“, Galerie Hachmeister, Münster
„Quadrivio“, Galleria Bonioni, Reggio Emilia
„Logos“, Opere su carta da Oppi a Baechler, Galleria L‘Ariete, Bologna
„Pagine da un bestiario fantastico“, Galleria Civica di Modena
„Lezioni di tenebra“, Pescherie di Lugo

2011 „Never talk to strangers“, Edel Assanti Gallery, London
54. Esposizione Biennale Internazionale d‘Arte di Venezia, Padiglione Italia, Arsenale, Venezia
„Natura Anfibia“, Galleria MC 2, Milano