Marzia Migliora, Turin

« indietro Premio Artistico 2012

Marzia Migliora Profil

L’artista Marzia Migliora, inizialmente formatasi come fotografa, si confronta con i limiti fisici e psichici nelle costituzioni di persone. Ella stessa non si sottrae a queste ricerche, le analisi relative ai suoi stessi ricordi e anche l’autobiografico rientrano nella sua opera dall’orientamento fortemente concezionale, occupandosi l’artista di testi letterari nel contesto dell’arte figurativa e utilizzando al riguardo la lingua quale componente di installazioni accuratamente progettate. Marzia Migliora utilizza per le sue opere diversi mezzi come la fotografia, oggetti concreti, delle possibilità audiovisuali e anche disegni nei quali si esprime, per lo più tramite abbreviazioni ridotte e semplificate, dal carattere simbolico che pubblica in piccoli compendi. Quando utilizza elementi testuali, la tipografia (come ad esempio scritte luminose o anche la lingua udibile), nonchè le modalità di installazione assumono un ruolo importante. Esemplificativa del suo modo di pensare intellettuale, critico ed anche ironico è l’opera presente nell’esposizione in oggetto ”From here to Eternit” del 2009, che colpisce innanzitutto per il suo aspetto di riga di testo a lettere luminose allestita con appariscenza secondo un’esecuzione che ricorda nostalgicamente le scritte pubblicitarie usuali prima dell’invenzione dei tubi al neon negli anni ‘20 del Novecento. Le singole lettere, ove ha ugualmente usato un tipo di corsivo un po’ antiquato, sono piene di lampadine a incandescenza appiccicate le une alle altre attraverso la cui luce le parole sono notevolmente leggibili anche al buio. Il contesto di questo stile creativo si traduce nel fatto che l’artista ha esattamente imitato, in questo modo, la caratteristica grafica della pubblicità di quella fabbrica che ha prodotto fino al 1986 il prodotto “eternit“ [fibrocemento], cioè lastre in cemento amianto che sono state depositate nel 1901 per la domanda di brevetto da parte dell’austriaco Ludwig Hatschek (Tieschetitz 1856 – Linz 1914) e che vengono usate prevalentemente nel settore edilizio. Per un lungo periodo non è stata riconosciuta la loro pericolosità per coloro che le maneggiano, poiché le fibre di amianto formano una polvere sottile che si attacca ai polmoni provocando poi l’asbestosi mortale. In Germania la produzione e l’utilizzo sono, tranne poche eccezioni, vietati dal 1993. Partendo dal fatto che solamente in Italia sono state registrate più di 3000 vittime di questa malattia cancerogena causata dall’amianto, Marzia Migliora ha riflettuto sull’ambiguità dei termini “Eternit“ e “Eternity“ e ne ha fatto il punto di partenza per un gioco di parole tanto sottile quanto semanticamente sofisticato ed enigmatico, nonchè per la traduzione in un’installazione oggettiva. A tal proposito i due significati di parole da lei utilizzati sono da ricondurre etimologicamente alla parola latina “aeternitas” eternità), poiché già Hatschek aveva chiamato così la sua fatale invenzione, a sottolinearne la durata infinitamente lunga. L’artista ha utilizzato tale contesto per la sua riunione, da lei stessa definita, “sarcastica e amara” di un prodotto industriale con il titolo di un film girato da Fred Zinnemann nel 1953 e che si intitolava appunto ”From here to Eternity”. La tematica centrale di tale film era incentrata sulla promessa romantica: „non ci lasceremo finchè morte non ci separi“ e Marzia Migliora, partendo da questo, ha formulato una tesi complessa, che altro non dice se non che la promessa di eternità finisce nel momento in cui si muore a causa degli eternit. L’identità e la fragilità della coscienza umana, i conflitti della stessa con la realtà e i limiti tra verità e realtà, nonché i lati oscuri dell’esistenza sono temi ricorrenti dell’artista che parla della sua produzione come di un tentativo continuo di “parlare con delle persone di persone” ed ha, inoltre, affermato: “mi interessa il lato umano osservato da ogni punto di vista, dal lato della fragilità dell’amore, dei rapporti tra coppie e della relazione dei rapporti con lo spazio interno”. Ella trae gli stimoli per il suo lavoro dall’arte antica, come per esempio dalla pittura murale etrusca, nonché dalla poesia e dalla letteratura contemporanea oltre che dalla percezione di temi ed eventi della vita quotidiana. Cosi ha preso per esempio la frase “Vado così forte per abbreviare la mia agonia“ che risale ad un’asserzione di Marco Pantani, un noto ciclista, quale spunto per un’idea di opera. L’ha realizzata prima materialmente sotto forma di tappeto nero di lana e seta prodotto secondo la tecnica bouclé con una lunghezza di circa 560 cm ed una larghezza di circa 200 cm, nel quale è stata intessuta in colore bianco la predetta citazione. Tale tappeto, intitolato come opera „Quando la strada guarda il cielo“ è espressamente previsto per essere calpestato dai visitatori in un’esposizione, in quanto simbolizza l’asfalto nero della strada. Le lettere bianche, invece, dovranno ricordare l’usanza dei “tifosi“ entusiastici di scrivere frasi del genere con gesso o vernice sulla strada, per incitare i loro idoli a resistere e superare delle tappe particolarmente difficoltose. Ma frasi del genere sull’asfalto erano, però, anche i segni di richieste sempre più esigenti dei tifosi che hanno poi fatto sì che i ciclisti si esaurissero sempre di più fisicamente e anche mentalmente, fino al punto di essere costretti a fare uso di droghe. È stato questo anche il destino di Pantani che ha acquisito una popolarità enorme con le vittorie al Tour de France e al giro d‘Italia del 1998, fino a perdere nel 1999, a causa di uno scandalo per doping, il favore del pubblico. Il tappeto è quindi un memoriale per Pantani deceduto nel 2004 e dimostra la produzione contenutisticamente complessa e frutto di riflessione di Marzia Migliora, riguardo alla quale si potrebbe senz’altro anche parlare di una strategia di poesia visuale.

Peter Weiermair

Curriculum

Marzia Migliora è nata nel 1972 ad Alessandria, l‘artista vive e lavora a Torino

Opere

Migliora fromheretoeternit 1

„From here to Eternit“, 2009

Foto: Maurizio Milanesio
Courtesy dell‘artista und Galleria Lia Rumma, Milano / Napoli

tecnologia/dettagli:

Buchstaben in Macronil mit weiß leuchtenden 15 Watt- Glühbirnen
dimensione: 56 × 630 cm

Migliora fromheretoeternit 2

„From here to Eternit“, 2009

Foto: Maurizio Milanesio
Courtesy dell‘artista und Galleria Lia Rumma, Milano / Napoli

tecnologia/dettagli:

Buchstaben in Macronil mit weiß leuchtenden 15 Watt- Glühbirnen
dimensione: 56 × 630 cm

Migliora quandolastradaguardailcielo 1

„Quando la strada guarda il cielo“ , 2010

Beschriftet: „Vado cosi forte in salita per abbreviare la mia agonia“ (Ich fahre deshalb so schnell bergauf, damit ich meinen Erschöpfungszustand abkürze)

Foto: Valentina Muscedra
Courtesy dell‘artista, Fondazione La Strozzina e della Galleria Lia Rumma, Milano / Napoli

tecnologia/dettagli:

Begehbarer handgeknüpfter Teppich aus Wolle und Seide mit einem Rückseitengewebe aus Baumwolle
dimensione: 560 × 200 cm

Migliora quandolastradaguardailcielo 2

„Quando la strada guarda il cielo“ , 2010

Beschriftet: „Vado cosi forte in salita per abbreviare la mia agonia“ (Ich fahre deshalb so schnell bergauf, damit ich meinen Erschöpfungszustand abkürze).

Foto: Valentina Muscedra
Courtesy dell‘artista, Fondazione La Strozzina e della Galleria Lia Rumma, Milano / Napoli

tecnologia/dettagli:

Begehbarer handgeknüpfter Teppich aus Wolle und Seide mit einem Rückseitengewebe aus Baumwolle
dimensione: 560 × 200 cm

Mostre personali

2001 Punto croce / Cross Stitch, Galleria Civica d‘Arte Moderna e Contemporanea (GAM), Torino

2004 Pitfall, Galerie Zürcher, Paris / National-Museum, Praha
Pari o dispari, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino
Appassionata, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto (MART), Rovereto

2005 Marzia Migliora, Unione culturale Franco Antonicelli, Torino
Download now, Istituto Italiano di Cultura, London
Marianne, Percy Miller Gallery, London
The Agony & The Ecstasy, The Foundation for Art & Creative Technology (FACT), Liverpool

2006 Tanatosi, Fondazione Merz, Torino

2007 Bianca e il suo contrario, Galleria Lia Rumma, Milano

2008 Meteorite in giardino – Concerto per naufragio, Fondazione Merz, Torino
My no man‘s land, Art Agents Gallery, Hamburg

2009 Quelli che trascurano di non leggere si condannano a leggere sempre la stessa storia, Anticipazione dell‘opera per il Premio Internazionale indetto da Twister, Palazzo Reale, Milano
Due minuti e trentadue secondi, Horti Leonini, San Quirico d‘Orcia (Siena)

2010 Forever overhead, Galleria Lia Rumma,  Napoli

2011 Rada, EX 3 Centro per l‘Arte Contemporanea, Firenze

Mostre collettive

2003 Eco e Narciso, Ecomuseo Feltrificio Crumière, Villar Pellice (Torino)
Assenze / Presenze – Un nouvelle génération d‘artistes itliens, Le Botanique – Centre Culturel de la Communauté Française Wallonie, Bruxelles
Focus, Videoteca della Galleria Civica d‘Arte Moderna e Contemporanea (GAM), Torino

2004 Le mille e una notte, Stecca degli Artigiani,  Milano
Dimensione follia – Soggettività passione ed eccesso nella quotidianità, Galleria Civica di Arte Contemporanea, TrentoSpazi Atti / Fitting Spaces – 7 artisti italiani alle prese con la trasformazione dei luoghi, Padiglione d‘Arte Contemporanea (PAC), Milano

2005 Generations of Art – 10 Years at FAR, Fondazione Antonio Ratti, Ex-Chiesa di San Francesco, ComoBidibidobididoo – Opere dalla Collezione Sandretto Re Rebaudengo, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino
Baroque and Neo-Baroque: The Hell of the Beautiful, Contemporary Art Center, Salamanca
Me, myself and I – Artist self-portraits from the Heather & Tony Podesta Collection, Micro Gallery, Washington / Contemporary Art Center of Virginia, Virginia Beach

2006 VIDEO REPORT ITALIA 2004 – 05, Galleria Comunale d‘Arte Contemporanea, Monfalcone (Gorizia)
In su, nell‘azzurro come una piuma – Cinque artisti incontrano I cento anni di Samuel  Beckett, Scuola Holden, TorinoCollectors 1 –Collezione la Gala, Centro Sperimentale per le Arti Contemporanee  (CeSAC), Caraglio (Cuneo)

2007 Ophelia‘s World, ar / ge kunst, Galerie Museum, Bolzano
The word in art, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto (MART), Rovereto
Où? Scènes du sud: Espagne, Italie, Portugal, Carré d‘Art, Musée d‘Art Contemporain, Nîmes

2008 Soft cell – dinamiche nello spazio in Ialia, Galleria Comunale d‘Arte Contemporanea, Monfalcone
Nient‘altro che scultura, XIII Biennale Internazionale di scultura, Centro di Arti Plastiche Internazionali e Contemporanee, Carrara
Hopes & Doubts – cutting edge art between Lebanon and Italy, The Dome City Center,  Beirut

2009 The group show, Twister, Civica Galleria d‘Arte Moderna, Gallarate (Milano)
Les Urbaines 2009 – Can‘t Forget What I Don‘t Remember, Circuit, Centre d‘Art Contemporain, Lausanne

2010 „Tutto . conesso“ – Ricerche e approfondimenti nell‘arte dell‘ultimo decennio attraverso lacollezione, Castello di Rivoli, Museo d‘Arte Contemporanea, Rivoli
„As soon as possible“, Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, Palazzo Strozzi, Firenze
Sindrome italiana, Le Magasin, Centre National d‘Art Contemporain, Grenoble

2011 „C‘est . ce prix que nous mangeons du sucre“, Mus.e d‘Aquitaine, Bordeaux