Giovanni Iudice, Gela

« indietro Premio Agenore Fabbri 2009 / 2010

Giovanni Iudice

Il segno qualitativo più evidente che a primo acchito contraddistingue l’arte di Giovanni Iudice è una travolgente aderenza alla realtà, grazie alla quale i suoi temi figurativi acquisiscono una presenza naturalistica così autentica che non si può non riconoscere loro un’impressionante, ineguagliata credibilità empirica. Una delle caratteristiche di questo pittore siciliano – un autodidatta che nulla ha da invidiare a chi possiede una formazione accademica – è una straordinaria, tutta personale attitudine a osservare nei dettagli i fenomeni visivi che lo circondano; egli possiede inoltre una spiccata abilità artistica e tecnica che gli consente di analizzare e registrare gli aspetti ottici degli oggetti dell’osservazione in relazione con le loro valenze figurative, per poi trasferire quest’impressione, già testata nella fase della percezione sulla base delle sue caratteristiche pittoriche, in una resa figurativa convincente. Questa capacità di registrare le cose, le persone e i fenomeni naturali con un’asciuttezza quasi da protocollo, e di fissarli nel loro reale essere presenti, si manifesta già nei disegni, che egli esegue principalmente a matita. Ed è perfettamente nel giusto chi sostiene che la sua maniera di rappresentare graficamente i temi, di sottolineare cioè le differenze nei contrasti chiaroscurali, di curare le sfumature delle tonalità del grigio e di tenere conto della luce nella sua funzione di momento attivo che pone in rilievo, modella e precisa gli oggetti, è un’importante condizione preliminare per le sue peculiarità pittoriche. Ciò vale in uguale misura, poiché queste caratteristiche ritornano anch’esse nei dipinti, per il tratteggio sottile, parco e disciplinato col quale egli marca solo l’essenziale, conferendo, nel digradare dei toni, efficacia e valore anche al bianco della carta. E tuttavia, già a voler considerare i soli disegni, va precisato che la posizione stilistica di Giovanni Iudice non può assolutamente essere classificata in senso prevalente come Realismo né come Fotorealismo. Nonostante la resa concreta dei soggetti, che di certo appare reale, depone contro una tale classificazione il fatto che Iudice tiene ad attribuire alla fattura grafica dei suoi disegni così come alla qualità pittorica dei dipinti un ruolo contenutistico ed estetico indipendente. Non è infatti sua intenzione imitare la fotografia, nonostante sia innegabile che, nella scelta dei motivi, egli si serva anche di suoi originali fotografici. Eppure ciò che apparentemente percepiamo come una perfetta riproduzione del visibile non rinnega in nessun punto la sua origine artificiale: nei disegni sono sempre leggibili, in tutto il loro spessore tecnico, i segni del lavoro manuale con la matita, vale a dire il tracciato delle linee, i tratteggi, gli annerimenti e le modulazioni tonali. Nei dipinti il procedimento pittorico, il ductus del pennello, la maniera in cui è applicato il colore e la sua tessitura, i modi morbidi dell’esecuzione, che potremmo quasi definire tardoimpressionistici, sono fattori che determinano l’effetto complessivo dell’immagine. Iudice reperisce i suoi soggetti nell’immediato circondario del luogo in cui vive, sulla costa meridionale della Sicilia. È lì che scopre persone, situazioni, ambienti, condizioni naturali che diventano per lui spunti da convertire in arte proprio quando più si presentano nel loro essere semplice e dimesso. Egli rifiuta ogni stilizzazione, ogni allegorizzazione e ogni trascendentismo, predilige invece una prospettiva positivistica, lontana da illusioni, su ciò che si svolge nell’ambito a lui noto. In questo senso Iudice è, se si vuole, un pittore-reporter che registra, con la maggiore obiettività possibile e con immutata sobrietà, momenti della vita quotidiana che non hanno in sé nulla di sensazionale, osservazioni tratte dalla realtà di tutti i giorni, sguardi pieni di intimità su interni con donne nude, ma anche viste di località del sud, di vegetazioni selvagge, di paesaggi brulli e di spiagge con figure. Ma soprattutto egli è un artista che ritrae le persone del suo ambiente e che evidentemente ama riprodurle in pose quanto più naturali possibile, con l’espressione pacata e gli occhi che incontrano direttamente quelli dell’osservatore. Negli ultimi tempi sono però soprattutto i drammatici avvenimenti che quasi quotidianamente si verificano lungo la costa e sull’isola di Lampedusa a offrirgli spunti di attualità per le sue tematizzazioni artistiche, avvenimenti che vedono come protagonisti profughi disperati, ossia immigrati africani clandestini, i quali approdano sulla costa a bordo di barche fin troppo striminzite, a stento in grado di reggere il mare, il tutto dopo una difficile traversata del Mediterraneo durante la quale molti muoiono annegati per l’affondamento delle loro imbarcazioni. I sopravvissuti raggiungono le coste italiane in uno stato di totale debilitazione e chiedono asilo. È proprio in questi ritratti che si accresce la capacità di Iudice di protocollare le cose nella loro cruda realtà visiva, fino a diventare un appello all’umanità.

Volker W. Feierabend

Curriculum

Giovanni Iudice nasce il 20 novembre 1970 a Gela, dove vive e lavora. L’artista è pittore e disegnatore autodidatta.