Francesco Carone, Siena

« indietro Premio Agenore Fabbri 2009 / 2010

Francesco Carone

Gli oggetti e le installazioni di Francesco Carone appaiono spesso a prima vista come una sorta di materiale didattico-illustrativo di ineccepibile esecuzione, che presuppone un retroscena scientifico e vuole essere letto e decifrato dall’osservatore. Chi tenti questa impresa non si troverà però davanti delle spiegazioni univoche e lineari di un fatto oggettivo, ma molteplici sistemi di riferimento legati al mondo della conoscenza e della creazione. Questo artista estremamente colto e riflessivo proviene infatti da una varietà di retroscena culturali dai quali trae stimolo nel suo modo di procedere fondamentalmente concettuale. Tra essi quello delle arti figurative non è l’unico rilevante. Una fonte di ispirazione assai più determinante è per lui – come egli stesso ha ammesso – la sua predilezione per la letteratura. Ad affascinarlo sono soprattutto gli scrittori dell’Ottocento, dalle cui opere estrapola una serie di citazioni che poi reinterpreta alla luce delle sue varie esperienze, fra le quali è da includere l’intensa frequentazione delle scienze esatte. Abilità manuale, lavoro creativo e una capacità inventiva che gli consente di ridefinire con acume, spirito e ironia gli oggetti comuni o di modificarli in maniera tale che essi diventino qualcosa di completamente diverso, qualcosa che trasformi la loro funzione originaria nel suo contrario o li renda semplicemente estranei, assurdi e paradossali: queste le premesse fondamentali dell’attività artistica di Francesco Carone. Utensili d’uso quotidiano vengono destituiti, fra le sue mani, della loro funzione e modificati proprio in quella che era stata fino ad allora la loro destinazione concreta. Così, per esempio, a un ombrello aperto viene contrapposto un secondo ombrello rovesciato a formare un oggetto di forma sferica, una struttura che ha perduto il suo scopo primitivo e non può più servire a ripararsi dalla pioggia. Carone trasforma le finalità pratiche di un oggetto in un controsenso, in un paradosso, come quelli che potremmo incontrare nelle invenzioni visive di René Magritte. È significativo il fatto che tra i suoi scrittori preferiti ci sia l’argentino Jorge Luis Borges, che ha indagato i rapporti fra sogno e realtà. In più Carone è un amante appassionato del mare e di tutto ciò che ha a che fare con la vita dentro e sopra l’acqua. Ciononostante egli non vive sulla costa ma all’interno, a Siena, dov’è nato. Anche questa città, infatti, con la presenza diffusa e costante di una tradizione artistica, lo affascina.

L’arte rappresenta per Francesco Carone la possibilità di sintetizzare le esperienze più complesse e contraddittorie. Egli stesso ammette di aver scelto la professione di artista perché non vedeva altra maniera per saldare elementi e immagini eterogenei e molto distanti fra loro in un – cito qui le sue stesse parole – “amalgama di rigore scientificosimbolico e di poesia eroica e brutale da brigante”.

Peter Weiermair

Curriculum

Francesco Carone è nato il 13 maggio 1975 a Siena dove vive e lavora. Si forma dapprima all’Istituto d’Arte di Siena, successivamente all’Accademia di Belle Arti di Firenze. L’artista proietta nel suo lavoro la passione per l’alchimia e le teorie sul colore a essa legate. Vince nel 2004 la seconda edizione del premio per giovani artisti “Mario Razzano“ a Benevento.